Da Venezia alla Cina passando per l’Azerbaigian: l’incredibile viaggio di Marco Polo

Da Venezia alla Cina passando per l’Azerbaigian: l’incredibile viaggio di Marco Polo

Oggi compiere un viaggio è un’impresa relativamente semplice: grazie ai numerosi mezzi di trasporto le distanze si sono accorciate ed è possibile raggiungere senza difficoltà l’altra parte del mondo. Immaginate ora come poteva essere un viaggio compiuto nel 13° secolo da Venezia alla… Cina, dovendo attraversare numerose terre allora sconosciute, senza i mezzi a nostra disposizione oggi.

Ci sembra allora incredibile la storia di Marco Polo e del suo viaggio attraverso il continente più esteso del mondo per raggiungere l’impero cinese, tramandato fino a oggi ne Il Milione. Marco Polo è considerato uno dei più grandi viaggiatori europei, ancora prima di Cristoforo Colombo e di tutti gli altri che molti secoli dopo avrebbero dato il via a quel periodo di esplorazioni e scoperte geografiche che aprirono una nuova fase della storia mondiale.

Marco Polo nacque nel 1254 a Venezia da una famiglia di mercanti. Suo padre e suo zio compirono un viaggio fino in Cina, dove furono accolti nella corte imperiale ed entrarono nelle grazie dell’imperatore Kublai Khan, che gli concesse molti privilegi e chiese loro di portare in Cina dei missionari cristiani. I due mercanti tornarono a Venezia dopo un lunghissimo viaggio: nel frattempo il giovane Marco era rimasto orfano di madre, perciò decise di seguire padre e zio in Cina e dopo due anni ripartirono per la Via della Seta. Il viaggio durò ben 3 anni e mezzo, ma dopo varie peripezie, i Polo raggiunsero la corte del Khan nel 1275.

Ben presto Marco Polo entrò nella corte del Khan e compì missioni commerciali e ambascerie nelle province remote dell’impero, fino ad ottenere addirittura la nomina di governatore di Yangzhou.

Poiché l’imperatore stava invecchiando e l’impero cominciava a dare segni di debolezza, i Polo decisero di lasciare l’impero e nel 1292, dopo 25 anni di soggiorno imperiale, si misero in viaggio verso “casa”.

Nella battaglia navale del 1298 per difendere Venezia dai Genovesi, Polo venne fatto prigioniero e durante la reclusione conobbe un certo Rustichello da Pisa, che si fece raccontare dal veneziano le sue avventure in Oriente e iniziò a metterle per iscritto: quest’opera diventerà Il Milione, titolo che deriva dal nome “Emilione” che i Polo utilizzavano per distinguersi dalle altre famiglie Polo che abitavano a Venezia. L’anno seguente Marco Polo venne liberato, tornò a Venezia, si sposò, ebbe tre figlie e visse fino al 1324.

Il Milione ci narra del viaggio compiuto da Marco Polo per raggiungere la Cina attraverso la Via della Seta: egli racconta i territori che attraversa, alcuni dei quali mai visitati prima, come per esempio l’altopiano Pamir e il deserto del Gobi. Il Milione rappresenta un testo importantissimo perché è una testimonianza del mondo dei mercanti di quel periodo e dell’Oriente medioevale mai esplorato prima dalla civiltà occidentale. Inoltre le sue informazioni contribuirono alla cartografia dell’epoca.

Nella sua opera Marco Polo ci racconta anche di quando vide delle fiamme eterne scaturire dalla terra attorno alle rive del Mar Caspio, oltre che una fontana di “olio” utile per bruciare: molti infatti giungevano dalle terre vicine per venirlo a prendere, dato che non ce n’era da nessun’altra parte. Marco Polo ci sta parlando proprio dell’Azerbaigian.

Insomma, un grandissimo viaggio antecedente al periodo delle esplorazioni geografiche del ‘500, che ispirò molti altri esploratori e scopritori, Cristoforo Colombo su tutti.

di Rita Pistore

06 Dicembre 2019