Intervista a Claudio Rossi Massimi su “Premio Zoroastro Festival” del Cinema Italo-Azerbaigiano

Intervista a Claudio Rossi Massimi su “Premio Zoroastro Festival” del Cinema Italo-Azerbaigiano

2 settimane fa

Claudio Rossi Massimi è autore, regista e sceneggiatore radiotelevisivo.
Dopo una lunga esperienza in Rai si è dedicato al cinema ed ha firmato 47 documentari e un lungometraggio.

Lo incontriamo in occasione della seconda edizione del Premio Zoroastro Festival del cinema italo-azerbaigiano che si terrà a Baku dal 4 al 7 Marzo.

Come si passa da una grande azienda come la Rai Radiotelevisione Italiana al cinema? Tutto sommato un salto nel buio…

Nel mio lavoro la curiosità è fondamentale e la ripetitività è la più acerrima nemica. Dopo molti anni di radio e televisione, anni che comunque mi hanno riservato molte soddisfazioni, ho voluto misurarmi con il cinema perché ho sempre subito il fascino di questo strumento di comunicazione. La cosiddetta settima arte è sempre stata la mia passione. Per molti anni mi sono dedicato ai documentari, in particolare di carattere storico-culturale, e poi ho realizzato il mio primo lungometraggio “La sindrome di Antonio” tratto dal mio romanzo omonimo.

Ha firmato, come autore e regista, 48 opere. Ha ricevuto premi di qualità e ne ha consegnati altri come direttore artistico di festival. Come le sembra lo stato di salute del cinema italiano?

Devo dire la verità, dopo alcuni anni di calo della qualità, negli ultimi anni il cinema italiano mi sembra in grande ripresa. Ovviamente non parlo dei film di cassetta ma del cinema d’autore per il quale l’Italia si è sempre distinta. Mi sembra che ci siano buone idee e che vengano realizzate bene. Direi che il cinema italiano gode di buona salute.

Ci sono stati nella storia del cinema italiano dei registi che, secondo lei, hanno segnato passaggi fondamentali?

Nel dopoguerra sicuramente Vittorio De Sica e, successivamente, Federico Fellini ed Ettore Scola, due maestri forse irripetibili…i miei preferiti insomma!

Lei è direttore artistico del Premio Zoroastro ma anche, da tre anni, dell’Italian Film Days di Cipro.  Come si sente in questo ruolo e quale è la sua esperienza?

Dirigere un festival di cinema è un modo particolarmente affascinante per entrare in contatto con le diverse culture cinematografiche e, poiché come ho detto la curiosità è un elemento di grande stimolo per la mia professione, è sicuramente molto intrigante questo ruolo. Certo sento la responsabilità e la difficoltà di compiere delle scelte che possano privilegiare alcuni film ed escluderne altri ma è inevitabile. Mi sono dato come regola quella di privilegiare i film che, in qualche modo, possono essere più stimolanti per il pubblico locale.

Parlando più nello specifico del Premio Zoroastro Festival del cinema italo-azerbaigiano, quale è stata la sua esperienza nella prima edizione tenutasi lo scorso anno?

L’esperienza è stata veramente molto positiva ed anche particolarmente affascinante a livello personale. Pensare di conoscere il paese in cui si è sviluppato lo zoroastrismo o mazdeismo, che dir si voglia, mi intrigava molto.

Ho trovato un paese accogliente ed attento al cinema italiano. L’Azerbaigian sicuramente non è un paese con una cultura mediterranea consolidata ma la sua storia ha subito per lo più influenze culturali dalla Russia, dalla Persia e dalla Turchia, nonostante ciò si è iniziato un percorso di rapporto culturale tra il nostro paese e questo territorio asiatico che, sono certo, si consoliderà nella prossima edizione. Dunque ci vediamo il 4 Marzo a Baku!


Scritto da Paola Casagrande