Paganini non ripete: il genio violinista

Paganini non ripete: il genio violinista

Niccolò Paganini nasce a Genova il 27 ottobre del 1782 e già dalla tenera età di 12 anni si esibiva nelle chiese e nei teatri di Genova. Paganini, con il suo talento, viene considerato il padre della moderna tecnica violinista ed è diventato famoso non solo per il suo innato genio musicale ma anche per la sua personalità brillante e per i miti che inevitabilmente circondano la sua figura. I primi insegnamenti musicali li ricevette dal padre, ma solo nel 1795 fece il suo debutto pubblico, esibendosi nel teatro Sant’Agostino.

Niccolò Paganini

Tra le sue opere più famose, è impossibile non citare la serie di composizioni per violino, chiamata i 24 Capricci. Inizialmente, a causa della loro difficoltà, furono giudicati ineseguibili, rendendo il famoso violinista ancora più ammirato ed enigmatico. Da varie fonti risulta che i Capricci sono frutto di tre periodi diversi di Paganini, ma furono pubblicati ufficialmente per la prima volta nel 1820. Negli anni, queste composizioni musicali hanno occupato un ruolo sempre più centrale nell’insegnamento musicale del violino, fino a essere considerate il perfetto connubio di virtuosismo e tecnica. I 24 Capricci di Paganini sono ancora oggi studiati dai violinisti, che li ritengono un passo importante per il completamento della propria educazione musicale.


Nicolò Paganini- Capriccio n°1 - 24 Capricci

Lo stesso violino di Paganini ha assunto un’aura misteriosa nel tempo e ha attirato su di sé la curiosità di amanti sia storici che musicali. Era un “Guarneri del Gesù”, fabbricato nel 1743, e rappresentava per Paganini una parte di se stesso. Il violinista era profondamente legato al suo strumento, tanto da chiamarlo affettuosamente “il mio cannone” per la pienezza del suono. Le parti di questo storico strumento rimangono tuttora intatte, con solo il segno dell’uso che ne fece Paganini ai tempi. Oggi, questo cimelio si trova a Palazzo Tursi, a Genova, poiché, per ordine dello stesso Paganini, lo strumento, dopo la sua morte, venne donato alla sua città natale, per essere “perpetuamente conservato”.

Il Violino di Paganini

La leggenda che Paganini divenne per la cultura italiana non è solo musicale. L’impronta che egli riuscì a dare al paese fu talmente decisiva da occupare un posto anche nella lingua parlata italiana. Di fatto, uno tra gli aneddoti più famosi sul genio musicale riguarda un concerto del 1818, avvenuto al Teatro Carignano di Torino. Lì, dopo un impeccabile concerto di Paganini, Carlo Felice, re di Sardegna e duca di Savoia, stupefatto dalla bravura del violinista e incantato dalla bellezza della composizione, pregò il maestro di ripetere uno dei suoi brani. Paganini, noto anche per la sua capacità di improvvisare molti pezzi, rifiutò la richiesta, replicando a sua volta: “Paganini non ripete”. La risposta data diventò così iconica da essere ancora oggi usata in Italia per rifiutare la ripetizione di un gesto o di una frase.

Per tanto, è consigliato, quando si è stanchi di ripetere sempre le stesse cose, esordire con un “Paganini non ripete” per sentirsi vicini alla sua imponente figura e per ricordarlo ogni volta per la grandezza delle sue parole, dei suoi concerti e della sua personalità abbagliante.

di Agnese Coco

21 Settembre 2020

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Mentelocale.it
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